Quel mostro bifronte chiamato PD

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Se leggessimo soltanto i dati, da ricondurre ad un unico territorio e ad un ristretto arco temporale, non avremmo difficoltà nel sottolineare la schizofrenia del Partito Democratico e dei suoi elettori.

Mi spiego: circa 15 giorni fa a Milano era stato eletto il nuovo segretario provinciale, Pietro Bussolati, dell’area renziana. Ebbene i dati invece delle recenti espressioni dei circoli sul futuro segretario del PD indicano Matteo Renzi al 37% e Gianni Cuperlo al 43% (per inciso Pippo Civati, consigliere proprio in Lombardia, fa segnare il 15%, ovvero +6% rispetto al resto d’Italia).
Un po’ ingenuamente Sarà Monaci su Il Sole 24 Ore commenta stupita questo dato come frutto di una “strana dinamica” come frutto di un travaso di voti dai ‘civatiani’ che ha permesso a Bussolati una vittoria schiacciante al ballottaggio.
Personalmente mi permetto di aggiungere che si tratta di una schiacciante sconfitta della politica di Renzi, destinata a sgonfiarsi per la sua inconsistenza (nonostante molte indicazioni certamente da recepire: trasparenza, risparmio, ricambio generazionale … Ma rimando ad altro post un esame più approfondito della linea politica di Renzi) come quella di Grillo e dei penta stellati.
Per questo avanzo questa chiave di lettura: gli elettori hanno premiato la persona Bussolati, non il politico, perché quando sono stati chiamati ad un voto di merito politico hanno allora indicato la strada della sinistra riformista, etica e pura, di Cuperlo.
Ed in questo risiede la dicotomia del PD, questa sua consistenza bifronte che oggi si barcamena fra una voglia di cambiamento incarnato dal giovanilismo superficiale di Renzi e la solidità dei valori della sinistra
I renziani non si sentono comunisti, per loro i comunisti sono morti (lo dice Maria Elena Boschi, renziana, intervistata da “Chi”): non si riconoscono in quei valori e probabilmente sentono di più quelli democristiani di Renzi è Letta che si azzuffano davanti alle telecamere per poi fare pace a microfoni spenti per garantirsi il loro spazio mediatico quotidiano.
Il popolo del PD pensa invece ancora che la sinistra possa fare la differenza: bisogna solo avere il coraggio di intraprendere strade innovative senza mai perdere di vista i principi fondativi del proprio essere politico.
Piegarsi senza spezzarsi (Leopardi), duri senza mai perdere la tenerezza (Ernesto Che Guevara).

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Autore: Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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