Valutare la Scuola: come, quando, chi? Qualche riflessione preliminare

L’Europa ci chiede tante cose: ci chiede di investire di più in istruzione e cultura; ci chiede di abbassare il tasso di dispersione scolastica; ci chiede di alzare l’età dell’obbligo scolastico; ci chiede maggiori investimenti nella sicurezza degli edifici … Eppure noi ci sentiamo in dovere di realizzare soltanto uno dei desiderata dell’Europa, la valutazione.

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valutareL’Europa ci chiede tante cose: ci chiede di investire di più in istruzione e cultura; ci chiede di abbassare il tasso di dispersione scolastica; ci chiede di alzare l’età dell’obbligo scolastico; ci chiede maggiori investimenti nella sicurezza degli edifici … Eppure noi ci sentiamo in dovere di realizzare soltanto uno dei desiderata dell’Europa, la valutazione. Non credo che il motivo, come scritto da Giarda, sia semplicemente quello di attingere a fondi europei. Semmai il tutto rientra in una logica becero-aziendalista, nel peggiore dei risvolti, che è quella del dare di più a chi è più ‘efficiente’.Chi valuta – Il Decreto dovrebbe fare chiarezza non tanto su chi deve valutare, perché oramai è chiaro, ma su cosa e come valutare. Il SNV (Sistema Nazionale di Valutazione) prevede diversi attori: l’INVALSI, l’INDIRE ed il MIUR, con il compito di mettere in atto un percorso di valutazione a 360° degli istituti italiani.
Non c’è dubbio che l’Italia sia indietro nel campo della valutazione, soprattutto se si considera che soltanto con l’autonomia (DPR 275/99) la Scuola ha acquisito davvero la possibilità di realizzare un proprio progetto educativo all’interno di una cornice nazionale comune.
La cornice è comunque partita un tantino di problemi se consideriamo che i famosi LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) previsti dalla Costituzione italiana (art. 117) restano ancora oggi indefiniti.

Il ruolo dell’Invalsi- L’Invalsi avrà il compito di redigere i protocolli di valutazione nonché il programma delle visite. Le istituzioni scolastiche saranno soggette a periodiche rilevazioni nazionali sugli apprendimenti sulle competenze degli studenti, su base censuaria nelle classi seconda e quinta della scuola primaria, prima e terza della scuola secondaria di primo grado, secondo le ultime della scuola secondaria superiore.
I compiti dell’INVALSI si possono così riassumere:

  1. proporre protocolli di valutazione il programma delle visite alle istituzioni scolastiche da parte dei nuclei di valutazione esterna
  2. definire gli indicatori di efficienza e di efficacia per l’individuazione delle istituzioni scolastiche e formative che necessitano da supporto e da sottoporre prioritariamente al valutazione esterna
  3. Mettere a disposizione delle singole strutture scolastiche e formative strumenti per la realizzazione delle azioni legate alla valutazione
  4. definire gli indicatori per la valutazione dei dirigenti scolastici
  5. curare la selezione, formazione l’inserimento degli ispettori esterni
  6. redigere un periodico rapporto sul sistema scolastico formativo
  7. partecipare alle indagini internazionali in materia di valutazione.

Il ruolo dell’INDIRE – L’Indire ha compito di definire e attuare i piani di miglioramento della qualità dell’offerta formativa e dei risultati degli apprendimenti degli studenti che le istruzioni scolastiche avranno autonomamente adottato. A tal fine avrà il compito di sostenere processi di innovazione, come la diffusione l’utilizzo delle nuove tecnologie, progetti di ricerca tese al miglioramento della didattica, nonché interventi di consulenza e di formazione del personale docente, amministrativo e dirigenziale.

[quote|right]Giancarlo Cerini|Alla base degli standard dovrebbe esserci una idea condivisa di scuola, di progetto culturale ed educativo, di conoscenze e competenze di cui si intende accertare il possesso da parte degli allievi[/quote]

Ulteriori competenze possono essere così ridefinite:

  1. Sviluppare ambienti servizi di e-learning volte a favorire lo scambio di esperienze la diffusione di modelle materiali a sostegno dei processi di innovazione della didattica dello sviluppo dell’autonomia scolastica;
  2. Sviluppare un sistema di documentazione finalizzato alle esperienze di ricerca e innovazione didattica del sistema scolastico formativo in coerenza con i risultati della ricerca internazionale, anche attraverso la collaborazione con università, enti di ricerca e altri organismi tecnici scientifici, sia pubblici che privati;
  3. Monitorare collaborazione alla realizzazione di misure di accompagnamento alle innovazioni relative agli ordinamenti scolastici, l’istruzione degli adulti e all’istruzione tecnica superiore;
  4. Collaborare con le regioni e gli enti locali per le materie di competenza;
  5. Cooperare con il ministero per la gestione di programmi progetti promossi dall’unione europea.

Contingente ispettivo Il contingente ispettivo sarà reclutato dalla dotazione organica dei dirigenti di seconda fascia con funzioni tecnico ispettiva ed è ripartito tra amministrazione centrale e periferica.

L’intero percorso di valutazione si snoda in 4 fasi:

  1. Autovalutazione sulla base dei dati del sistema informativo del ministero e dei risultati dei dati Invalsi
  2. Valutazione esterna sulla base di indicatori di efficienza ed efficacia definiti dall’Invalsi
  3. Ispezione. Sulla base degli esiti delle analisi effettuate si potrà procedere ad una ispezione che avrà come scopo di individuare i punti critici. Quindi entra in gioco l’Indire con la definizione e attuazione degli interventi migliorativi
  4. Rendicontazione. Una novità è la rendicontazione sociale degli esiti valutativi, con la pubblicazione, diffusione dei risultati raggiunta

Il punto non è tanto definire chi deve valutare, ma cosa si deve valutare! Se ci fermassimo infatti agli alunni, agli apprendimenti degli alunni allora avremmo più di un problema: valutazioni una tantum non possono essere un indizio utile per capire come lavora una scuola.

Autore: Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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