Conflitti d'interesse (segretari e premier)

Mi piace la distinzione di Cuperlo che si candida a guidare un partito, non un Paese.

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cuperlo

La riflessione che oggi Gianni Cuperlo dedica sul suo blog è secondo me discriminante per il voto:

Costruire un nuovo partito vuol dire ribellarsi alla gestione ordinaria del potere, alla tendenza a occupare la società anziché rappresentarla. Per questo serve un partito che ha radici salde nella società. Anche per questo la distinzione delle figure del candidato premier e del segretario del partito non può essere trattata come un cavillo. È una scelta politica e culturale. (leggi tutto il post)

Constatato lo iato fra chi governa e ‘la base’, il problema di un partito che si faccia mediatore fra le istanze differenti di chi deve governare e chi invece deve chiedere e all’occorrenza protestare è importante.

Non si può pensare ad un partito che designi un premier candidato alla presidenza del consiglio tout court, perché una cosa è il partito e un’altra il governo; si tratta in definitiva di due istanze che devono saper convivere completandosi.

Il governo non può essere infatti il partito, perché l’uno deve rispondere a tutti, l’altro invece ha presente soltanto le istanze dei suoi sostenitori.

Mi piace perciò la distinzione di Cuperlo che si candida perciò a guidare un partito, non un Paese.

Autore: Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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