Liguisticamente (e sessisticamente) corretto

La lingua (italiana, come altre) è impostata sul maschile, e proprio sul maschile definisce la sua neutralizzazione. Ne consegue la ridicola ricerca di forme ‘linguisticamente (e sessisticamente) corrette’.

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La lingua (italiana, come altre) è impostata sul maschile, e proprio sul maschile definisce la sua neutralizzazione. Ne consegue la ridicola ricerca di forme ‘linguisticamente (e sessisticamente) corrette’.

L’Accademia della Crusca si è espressa in questi giorni per chiarire il dubbio.

A proposito, «il» presidente» o «la» presidente della Crusca, trattandosi di una donna? «Il ministro, la ministra, o la ministro della Pubblica istruzione, con l’apposizione di un antroponimo femminile»? Risponde Giovanni Nencioni: «La proposta di mantenere il titolo al maschile anche quando la carica sia affidata a una donna continua l’uso antico di usare il genere maschile come comprensivo del femminile quando ci si riferiva a proprietà comuni a tutto il genere umano». Del resto «guardia, sentinella, guida» sono stati sempre «riferiti, finora quasi esclusivamente, a nomi propri maschili senza scandalo dei grammatici». «Da respingere con decisione», però, «è l’ircocervo “la ministro”» esaltata da alcuni «come una combinazione salva tutto».

 

Autore: Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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