Bisogna davvero credere ad Anelka? #quenelle

Dopo essere passato come una meteora nel campionato italiano, senza lasciare nessun segno (doveva essere il valore aggiunto della Juventus in Europa!?), Nicolas Anelka è stato invischiato in una querelle mediatica per un’esultanza anticonvenzionale, detta quenelle.

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anelkaDopo essere passato come una meteora nel campionato italiano, senza lasciare nessun segno (doveva essere il valore aggiunto della Juventus in Europa!?), Nicolas Anelka è stato invischiato in una querelle mediatica per un’esultanza anticonvenzionale, detta quenelle.Il gesto appartiene alla gioventù francese, ma allo stesso tempo ha una forte connotazione politica anti-semita: «La quenelle è soprattutto un codice identificativo, che ha acquisito grande popolarità tra i giovani: è difficile dire se tutti sono consapevoli del significato di questo gesto. Il gruppo di appassionati di Dieudonné è molto eterogeneo, una specie di movimento trasversale contro il sistema di cui però l’antisemitismo resta la spina dorsale. La loro visione è quella di un ordine mondiale dominato dall’asse Washington-Tel Aviv. Dietro i loro discorsi c’è una critica alla NATO e alla finanza, sostengono contemporaneamente Bashar al-Assad e Hugo Chávez, con la convinzione che, in fondo, sono gli ebrei a tirare le fila di tutto». Spiega così Yves Camus come riporta in un bell’articolo Il Post.
Anelka minimizza su Twitter:

Anelka-2966754Ora, per quanto Anelka possa e voglia giustificarsi, per quanto possa avere ragione anche a considerare il gesto strumentalizzato dalla stampa e da chi invece vuole farne un caso a tutti i costi, resta il fatto che era un gesto evitabile!
Non voglio credere all’innocenza del gesto, vista anche la sequela di commenti e reazioni al tweet.
C’è un dato certo: il rispetto dei diritti degli altri (diritto di parola, di pensiero e di religione) non dovrebbe mai passare attraverso canzonature, sdrammatizzazioni, platealizzazioni e ambiguità.

Autore: Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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