FIAT acquista Chrysler e la promessa si avvera

Non sono tanto sicuro che l’operazione appena conclusa sia un vantaggio per l’Italia: è un vantaggio per FIAT che probabilmente ha messo a segno il colpo decisivo per abbandonare il mercato italiano ed europeo.

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marchionne-fiat-chrysler-gasparazzo-1Si passa dai commenti entusiasti dell’Elefantino de Il foglio (alias Giuliano Ferrara), alle critiche scettiche di Vincenzo Comito (Il Manifesto e sbilanciamoci.info): l’operazione FIAT lascia molte perplessità nonostante la soddisfazione di Raffaele Bonanni (CISL, sempre dalle pagine de Il foglio). Già l’incipit lascia di stucco:

Speriamo che adesso l’opinione pubblica italiana riconosca l’errore di aver bistrattato la strategia aziendale e finanziaria di Marchionne e l’azione responsabile della Cisl e degli altri sindacati in questi anni difficili per il settore auto nel nostro paese e in tutta Europa. Se oggi la Fiat è un vero gruppo globale è anche merito nostro e dei lavoratori che hanno accettato la sfida del cambiamento in tutti gli stabilimenti italiani.

Ma si è dimenticato Bonanni che ha spalleggiato lui (con la UIL) la Fiat ed il contratto criminale che ha portato alla chiusura/riapertura di Pomigliano, Termini Imerese etc.?
No, non se ne dimentica e infatti scrive ancora:

Siamo stati noi a evitare la chiusura delle fabbriche in Italia, con accordi coraggiosi (e mai obtorto collo, come ha scritto oggi il Foglio) approvati dai lavoratori, che hanno aumentato i salari e reso più produttivi ed efficienti gli impianti,  senza peraltro mettere mai in discussione nessun diritto, come invece hanno sostenuto in maniera ingiustificata anche alcuni politici, per motivi elettorali o ideologici, e una certa pubblicistica faziosa (di destra e di sinistra).

Ora, quanto sia servita la FIAT all’Italia lo sappiamo! Negli ultimi anni, mentre gli stabilimenti in Polonia e Brasile hanno lavorato, prodotto e venduto, in Italia siamo arrivati a circa 2.000.000 di ore di cassa integrazione, quasi sull’orlo del baratro della bancarotta.

Non credo che quello con Chrysler sia un successo, quanto l’inizio della fine in Italia, soprattutto se il target cambierà: pare che ci siano all’orizzonte due nuove produzioni, un SUV e una AlfaRomeo.
La FIAT è stata per anni la macchina della middle-class e degli operai: dopo il grande successo della Grande Punto però non c’è stato un rinnovo del parco macchine tale da fare concorrenza alle altre grandi produzioni europee, al contrario le nuove idee sono state lasciate macerare, affossando l’intera produzione. La strategia ha funzionato per giustificare la perdita dei siti italiani e del mercato auto in Europa.
Il vero problema della FIAT non è stato investire per essere all’altezza nel mercato europeo, ma trovare il modo di sfoltire le fabbriche, far chiudere i siti produttivi, fare cassa in Italia e andare all’attacco del colosso americano.

marchionneNel suo editoriale di oggi, Roberto Napoletano su Il Sole 24 ore scrive: “Ho davanti agli occhi la faccia di Umberto Agnelli quando mi rilascia la sua ultima intervista e dice una frase che cito a mente: «È importante che ogni Paese abbia un “cuore industriale” complesso, una grande industria organizzata capace di interagire con diversi settori». Esprimeva la stessa convinzione con cui tempo prima aveva risposto al telefono alla mia domanda, molto diretta: «Chi è questo Marchionne?» Risposta secca: «È l’uomo che salverà la Fiat».”

Non sono tanto sicuro che l’operazione appena conclusa sia un vantaggio per l’Italia: è un vantaggio per FIAT che probabilmente ha messo a segno il colpo decisivo per abbandonare il mercato italiano ed europeo.

Marchionne? Un ottimo liquidatore!

Autore: Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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