I (principali) punti deboli della proposta ed una nota a margine

Siamo proprio sicuri che l’Italicum è la migliore soluzione possibile?

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(Come saremmo oggi con l'Italicum)
(Come saremmo oggi con l’Italicum)

a) su liste e ripartizione dei seggi. Le liste non sembrano poi così corte (5 o 6…). In ogni caso se la ripartizione avviene a livello nazionale, per tutti (meno probabile) o anche (più probabile) solo per i resti – cioè una volta assegnati i quozienti interi – la lista è in realtà lunghissima, più lunga di prima. È il Porcellum che esce dalla porta, ma rientra dalla finestra.

b) sul premio di maggioranza. Fermo restando che non ci piace proprio l’idea del premio, preferendo un sistema maggioritario, in ogni caso dobbiamo ricordare la necessità di rispettare le indicazioni della Consulta sulla sua ragionevolezza: può essere ragionevole un premio del 20% a chi abbia il 35% dei voti? Si danno così oltre il 50% dei seggi in più!

c) altri elementi. Le diverse soglie di sbarramento a seconda che si sia coalizzati o non coalizzati spingono a “coalizioni infedeli”, dettate da mero opportunismo.

In sintesi, purtroppo, questa proposta, così come formulata, mantiene troppi vizi di quella appena dichiarata incostituzionale. Speriamo che almeno nel corso dei lavori parlamentari possa migliorare. Ci impegneremo, come sempre, in questo senso. Per prima cosa, riducendo la lunghezza delle liste collegio per collegio, evitando il premio di maggioranza spropositato e la ripartizione nazionale nell’assegnazione dei seggi, che devono assolutamente essere legati ai collegi. Altrimenti questo è e rimane un Porcellum.

L’eventualità del doppio turno

Che sarebbe di coalizione e non di collegio, cose molto diverse tra loro. Renzi sembra aver messo insieme la prima proposta (spagnolo) con la terza (cosiddetto sindaco d’Italia ma senza sindaco). L’unica proposta non considerata è il Mattarella rivisto. Ora, deve essere chiaro, al di là di tutto, che per fare il doppio turno di coalizione, prima di tutto bisogna togliere di torno il Senato. E quindi rinviare la legge elettorale. Con tutti i rischi che si corrono.

Una nota a margine: se il M5s continua a chiamarsi fuori, come già a marzo e ad aprile, è un po’ difficile non cercare altri interlocutori. Lo dico con dispiacere, riprendendo Scanzi e Travaglio, che non sono certo spingitori di Pd, e che in questi giorni, soprattutto il secondo, stanno esattamente scrivendo le cose che trovate anche qui. Speriamo che vogliano fare un po’ di politica, questa volta.

(Pippo Civati, dal suo sito)

Autore: Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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