Ecco cosa ci aspetta!

Proviamo a leggere le prime dichiarazioni della ministra Giannini e fare alcune riflessioni.

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Brescia, Esami di maturità 2013 - La prova scritta di Italiano

Proviamo a leggere le prime dichiarazioni della ministra Giannini e fare alcune riflessioni.

Risorse: «Un paese che spende 265 miliardi in pensioni e 54 miliardi per tutto il comparto dell’istruzione deve porsi degli interrogativi. Si tratta di considerare le spese in questo settore non come costi, ma come investimenti in capitale umano, in crescita, in futuro»

Tutto giusto, ma perché il ministro non parla delle spese per i dirigenti statali e per i politici (2-3 volte superiori alla Germania), non parla delle spese per gli F-35, della mancata lotta all’evasione fiscale?

Valutazione / valorizzazione della professionalità docente / scatti di anzianità: «Ci sono due parole fondamentali su cui secondo me dobbiamo basare tutta la nostra azione: merito e valutazione. Per i docenti, così come per gli studenti, si devono adottare criteri premiali. Che consentano agli insegnanti di migliorarsi e di essere premiati per i loro miglioramenti»
Quindi basta con gli automatismi di stipendio.
«Gli automatismi sono il frutto di un mancato coraggio politico del passato. Ma ovviamente sto parlando in modo generale, prescindendo da eventuali misure che ancora non ho neanche lontanamente concepito».

Manca più di un passaggio: formazione e aggiornamento continuo, strutture adatte ad accogliere la ricerca anche a Scuola, un patto sociale per fare della Scuola il centro di una rete di crescita e sviluppo dell’intera società. Oggi sulla Scuola non si investe e si pensa soltantanto a tagliare.
Dire dunque che i docenti devono essere esenti da valutazione è un atto di presunzione che non possiamo accettare proprio come docenti.
Dire che questo sistema di valutazione sia da accettare tout court è invece un atto superficiale.
Dire che la valutazione è un’operazione metodologica cosciente e necessaria significa accettare la sfida del miglioramento.
(vedi qui)

Scuola non statale: «I soldi sono necessari per la scuola pubblica e quella paritetica, che non lascerò indietro, ma il modello scatti d’anzianità va rivisitato con coraggio. Premi a chi si impegna, chi si aggiorna, chi studia. Tutti i mestieri che si rispettino prevedono premi. Valutazione e autonomia delle scuole, sul serio. Le scuole devono diventare università: gestire, scegliere».

Qui basta la Costituzione (art.33): “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.” Non è difficile!!

 

— [le prime fonti] —

Autore: Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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