Il vuoto di scambio

La rilettura dei dati ci fa capire che siamo di fronte ad un voto di scambio (con comuni che da destra sono passati a sinistra, e viceversa), ma principalmente ad un vuoto di scambio: non c’è più l’attaccamento alla buona politica, non ci sono più (bene? male?) valori di riferimento.

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ballottaggioIl voto del ballottaggio delle amministrative 2014 ha registrato un calo di circa il 20% ed una leggera affermazione del centrosinistra. Proviamo a tracciarne un bilancio in ottica futura.

comuni1) Nei grandi comuni la vittoria del PD è del 25% circa, dato che da 16 sono passati a 20. La dispersione riguarda soprattutto Forza Italia. Si tratta indubbiamente di una vittoria di un certo peso, che tuttavia non possono essere etichettati come di ‘sinistra’.
Bergamo è passata a Gori, che non è uomo di sinistra; Pavia è passata al centrosinistra grazie ad un probabile apporto grillino (pentastellati al 7,5% al primo turno); per non parlare del caso Livorno, passata ai grillini.

2) Indubbio il successo mediatico di Matteo Renzi di cui queste amministrative sono il risultato più evidente: ma le amministrative stesse forniscono, nei passaggi ai ballottaggi, l’esempio più concreto di un elettorato fluido e ondivago, sconfitta definitiva della politica. Si veda anche l’editoriale di Stefano Folli.

3) Gli elettori non sono legati ad idee ed ideali, ma a persone, ad istanze concrete; stringono patti e sono pronti a cambiare idea quando le promesse non sono mantenute. Lo spirito garibaldino di Matteo Renzi riesce ad ammaliare le masse con i paroloni, ma cosa succederà quando ci si sveglierà dall’incanto? Come si può interpretare questo calo di voti a distanza di due settimane? Solo un caso?

La rilettura dei dati ci fa capire che siamo di fronte ad un voto di scambio (con comuni che da destra sono passati a sinistra, e viceversa), ma principalmente ad un vuoto di scambio: non c’è più l’attaccamento alla buona politica, non ci sono più (bene? male?) valori di riferimento.

Autore: Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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