Matteo Renzi vuole un "nemico a sinistra" Mentre il Pd è già scomparso nel nulla

Resta da vedere se tutta l'Italia possa esaurirsi in queste due piazze. E se si possa fare un partito della Nazione senza dare rappresentanza alla sofferenza, al dolore, alla capacità di riscatto e di speranza che abitava in piazza San Giovanni. Lì c'è un apparato in via di estinzione, del gettone e del rullino. Ma anche un'energia etica senza cui non si fa il partito di tutti, ma solo di qualcuno. Magari i soliti.

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Quanto costa la Leopolda e chi la paga

Tecnicamente i finanziamenti sono indirizzati alla cassaforte di Renzi, la Fondazione Open. Di fatto la gestione dell’organizzazione materiale della Leopolda è integralmente nelle mani di tre persone, Maria Elena Boschi, Luca Lotti e Marco Carrai. Il finanziatore principale è Davide Serra.

Perché eravamo in piazza il 25 ottobre

eravamo in piazza per Marta, per Giuseppe, per il Paese che non vogliamo fermare (come dice Renzi! che invece ne vuole affossare una parte, la più debole), per te, per la CISL, per la UIL, per tutti quelli che sono rimasti comodamente a casa demandando ad altri il compito di portare avanti le richieste di tutti (comodo!) c'eravamo ieri, ci siamo oggi, ci saremo domani. Presidente, fattene una ragione!

Il partito della nazione

Confesso che mi sono cascate le braccia quando ho sentito Renzi dire che il punto fondamentale della sua idea di partito, è quello di garantire le “pari opportunità”. Ma in che mondo egli vive? Sì, certo, lo so anch’io che non c’è più la vecchia società classista e che i grandi partiti novecenteschi (il Pci ma anche la Dc) non ci sono più e non torneranno più. Ma qualcuno ha informato Renzi che è finita anche l’epoca di Tony Blair, cioè quella dei “liberal” e delle “pari opportunità”?

Scrivi Renzi, leggi tagli: tocca anche all'AFAM

Mentre con una mano dà (il cap.4 de La Buona Scuola ci racconta dell'importanza della musica, della ginnastica, di internet, dell'educazione all'arte per far crescere la creatività nei nostri figli), con l'altra -il DEF 2014/15- toglie: circa 2,5 milioni di euro in meno per AFAM!

Scuola Pubblica s.p.a.

" Le risorse pubbliche non saranno sufficienti a colmare le esigenze di investimenti nella nostra scuola. [...] sommare risorse pubbliche a interventi dei privati è l'unico modo per tornare a competere. Non c'è quindi nulla da temere dall'idea che, a certe condizioni, risorse private possano contribuire a trasformare la scuola in un vero investimento collettivo " (no, non è Berlusconi; non è Brunetta ... è la Buona Scuola di Renzi!)