La responsabilità del leader: nice job, Alexis!

Non è stato narcisismo né ponziopilatismo, ma semplice responsabilità del leader che, in un momento complesso e certamente cruciale del suo mandato, si trova a dover prendere decisioni che potrebbero essere più grandi di lui.

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Potrà piacere o non piacere, ma nessuno potrà dire che Alexis Tsipras non è stato coerente con il suo mandato e non abbia dimostrato quel profondo senso di democrazia che scorre ancora nella Grecia.

Il referendum di domenica, su un testo solo apparentemente sibillino, ma in realtà ampiamente discusso in questi giorni in Grecia tanto che nello stesso giorno hanno sfilato in piazza (pacificamente!) sia i sostenitori del “SI” sia quelli del “NO”, serve a consegnare ad Alexis Tsipras un consenso più largo e decisivo di quello che l’ha portato a ricoprire la carica di primo ministro.

Nel frattempo Tsipras ha inviato una lettera alla UE chiarendo la posizione della Grecia:

“La Repubblica ellenica è disposta ad accettare questo accordo, subordinato agli emendamenti che seguono, come parte di una proroga del programma di salvataggio e di un nuovo contratto di finanziamento per il quale abbiamo presentato richiesta oggi, martedì 30 maggio 2015”.

Gli “emendamenti” sono tre piccoli aggiustamenti, che chiunque di buon senso troverà non solo credibili, ma necessari:

  • Cominciare ad aumentare l’età pensionabile in ottobre e non in luglio, fino a 67 anni nel 2022.
  • Mantenere lo sconto del 30 per cento sull’iva per le isole greche.
  • Cancellare il sussidio per i pensionati più poveri in modo più graduale rispetto alle richieste.

Cosa succede in Europa?
Mentre Tsipras si sforza di spiegare che il referendum non mette in discussione la presenza della Grecia in Europa, gli europei veri, quelli come il ‘nostro’ Matteo Renzi, cercano di calmare gli animi …

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Proprio l’esatto contrario! La Grecia tornerà infatti a sedersi al tavolo delle trattative, ma con una certezza in più, il voto dei suoi cittadini, il consenso popolare e democratico di chi dà il mandato al suo leader.

Non è stato narcisismo né ponziopilatismo, ma semplice responsabilità del leader che, in un momento complesso e certamente cruciale del suo mandato, si trova a dover prendere decisioni che potrebbero essere più grandi di lui.

Ed invece l’Europa che fa di fronte all’europeista Tsipras?
La Grecia va al referendum: l’UE congela i negoziati e la BCE blocca le banche elleniche; Juncker ferma ogni tipo di trattativa, i capi di Stato invocano la vittoria del “SI” e quella bontempona di Angela Merkel si permette di affermare che qualunque altra negoziazione potrà avvenire soltanto con l’approvazione del parlamento tedesco.

In una parola, chiusura totale!!!

Inutile dire che questa non è democrazia, ma l’oligarchia delle Banche: la Grecia vuole onorare il debito, ma rendendolo più sostenibile perché ci sia una via d’uscita dalla crisi e non una dipendenza continua dalle casse dei creditori.

Lettera di Alexis Tsipras all'UE
Lettera di Alexis Tsipras all’UE

Autore: Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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