Ho visto “Quo Vado?” e penso che …

… il commento di Adriano Celentano (imitato dal comico pugliese in un passaggio del film) sul Corriere della Sera abbia centrato il motivo di tanto successo.

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Adriano Celentano abbia ragione su diversi punti.
Il film non è definito come “un capolavoro”, ma anche qui dovremmo definire capolavoro:
– la trama è attuale e convincente: riforma delle pubbliche amministrazioni e reimpiego dei lavoratori delle province;
– problema sociale: fuga dei cervelli dall’Italia, l’occupazione a tempo indeterminato (posto fisso) ed il problema dell’efficienza statale;
– luoghi comuni: statali fannulloni, italiani incivili  …

comboCelenta-koSB-U43140713205749yiH-593x443@Corriere-Web-SezioniNo, non ho descritto un qualunque film di Totò o di Massimo Troisi, ma Quo Vado, con protagonista Checco Zalone, che, a suo modo e anche se ha una trama un po’ raffazzonata, rappresenta bene quel genere di film tanto leggero nella forma quanto riflessivo nei contenuti.

Per questo credo che il commento di Adriano Celentano (imitato dal comico pugliese in un passaggio del film) sul Corriere della Sera abbia centrato il motivo di tanto successo, che sicuramente non fa male al cinema italiano, anzi …

Una medicina la sua, che ci difende e ci rende immuni dalle gravi INFEZIONI che ci procurano le clamorose CAZZATE di un certo cinema internazionale, i cui ingredienti non sono altro che la solita VIOLENZA e un falso modo di girare, dove per nascondere l’incapacità, la macchina da presa si muove in modo frenetico, con i soliti effetti dove tutto è frastuono, tutto è solo morte che uccide non soltanto il buon cinema dove il messaggio, quello vero, viene dall’arte delle grandi commedie, ma anche lo spettatore che alla fine esce con il mal di mare.
Quindi una scoperta importante la sua e il segreto è semplice, come del resto lo è di tutte le grandi scoperte. Lui ha puntato in fondo all’angolo più remoto della nostra anima. Dove anche i cosiddetti «colti», sempre piu’ assetati di potere, ne hanno purtroppo perso le tracce, le quali si identificavano con quella «sana ignoranza» che a nostra insaputa ci rende puri e quindi belli anche se brutti poi, nessuno lo è. Perché inevitabilmente, non essendo ipocriti, oltre che belli si è anche simpatic

Autore: Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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