Mantova, insegnanti senza paga: la Cgil è sul piede di guerra

Professori ancora senza stipendi. Precari che lavorano dietro la cattedra da settembre ma che dal datore di lavoro, i ministeri di pubblica istruzione e dell’economia, non hanno ancora ricevuto il becco di un quattrino

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MANTOVA. Professori ancora senza stipendi. Precari che lavorano dietro la cattedra da settembre ma che dal datore di lavoro, i ministeri di pubblica istruzione e dell’economia, non hanno ancora ricevuto il becco di un quattrino. «Stiamo seguendo due casi di docenti non pagati, ma a questi vanno aggiunti altri, sempre precari, che ne hanno ricevuto solo una parte – spiega il segretario di Flc Cgil, Massimiliano De Conca – È un problema che riguarda la vita di insegnanti sparsi per tutta Italia e nonostante la gravità della situazione e le promesse fatte dai due ministeri, non se ne viene a capo».

Agli inizi dell’anno, per la verità, il ministero ammettendo l’incredibile disagio provocato aveva annunciato che il tutto sarebbe stato sanato, che questi insegnanti avrebbero ricevuto ciò che spetta loro: lo stipendio, insomma, l’ABC di qualunque rapporto di lavoro.

In effetti qualcosa si era mosso a metà gennaio, anche se già allora la Flc Cgil aveva segnalato come gli stipendi dovuti (si arriva anche a somme di diverse migliaia di euro) stessero arrivando a macchia di leopardo, con precari che ricevevano solo una piccola parte del dovuto e altri che non avevano ricevuto un bel nulla. In altre circostanze si sarebbe detto di portare pazienza, ma qui si sta parlando di persone che non hanno ricevuto mesi di stipendi e che devono far fronte come tutti alle spese di tutti i gironi: affitti, bollette, cibo, eventuali figli e via dicendo. E queste sono spese che non possono essere coperte con la pazienza.

Ma a un mese di distanza il problema non è stato risolto. «Le emissioni effettuate il 12 e il 15 gennaio ai fini della liquidazione di 224mila contratti ancora da pagare non hanno risanato per tutti l’ingiustizia – dice De Conca – Abbiamo inoltre scoperto che per diverse persone, che continuano a prestare servizio, non è previsto alcun pagamento nemmeno il 26 febbraio».

Ma com’è possibile che i ministeri, lo Stato, non paghi lo stipendio a questi lavoratori? «È evidente che questo è il colpo di coda dovuto all’insufficiente programmazione dei fondi sulle supplenze da parte del ministero al’economia – dice De Conca – che ha fatto slittare all’anno nuovo (2016) il pagamento degli arretrati delle retribuzioni (2015), col conseguente aggravio sul lavoro amministrativo, oltre che alla mancata corresponsione degli emolumenti».

Ma per questi lavoratori c’è la beffa finale: «Il Tesoro ha valutato gli stipendi come arretrati e non viene quindi considerata la detrazione da lavoratore dipendente. In tal caso i supplenti sono stati esclusi dalle detrazioni fiscali dovute per gli eventuali carichi di famiglia, come per il bonus degli 80 euro mensili. I precari con retribuzione fino a 8.000 euro di reddito annuo sarebbero stati totalmente esenti dalla tassazione Irpef».

Autore: Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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