Quattro firme per una Scuola Giusta

Contro la Buona Scuola inizia la campagna di raccolta firme per quattro referendum abrogativi a favore di una Scuola Giusta

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Sabato 9 aprile è partita la campagna contro la Buona Scuola per la raccolta firme per quattro referendum abrogativi a favore di una Scuola Giusta


Primo quesito: abrogazione dei finanziamenti privati alle singole scuole, incremento per le statali.
Se vince il SI ogni donazione da parte dei cittadini confluisce solo all’interno del sistema d’istruzione nazionale statale, redistribuendo le risorse tra zone ricche e povere e scuole che ne hanno più o meno bisogno. Si eviterà così la creazione di scuole di élites e di scuole-ghetto e il prevedibile sbilanciamento a favore delle scuole private, in modo da garantire il diritto allo studio a tutti.

Secondo quesito: abrogazione del potere dei presidi di scegliere e confermare (o meno) i docenti.
Se vince il SI il dirigente scolastico non potrà più, a sua discrezione, scegliere e confermare o mandar via dopo tre anni i docenti. Gli incarichi tornano a essere assegnati dagli uffici scolastici regionali, con criteri oggettivi e senza il ricatto della scadenza, eliminando il rischio di gestione clientelare (in Italia poi…) delle assunzioni, e di limitazione della libertà d’insegnamento: il preside non potrà condizionare i docenti.

Terzo quesito: abrogazione dell’obbligo di minimo 200-400 ore di alternanza scuola-lavoro.
Se vince il SI viene abrogato il limite minimo fissato per legge di 400-200 ore in azienda (istituti tecnici e professionali e licei) di alternanza scuola-lavoro. Potranno così decidere le singole scuole quando, dove e come pianificare esperienze professionali coerenti con gli obiettivi del proprio Piano di Offerta Formativa, evitando di perdere ore di lezione anche in assenza di esperienze di lavoro formative, solo per ottemperare a una formalità.
Quarto quesito: abrogazione del potere del preside di scegliere arbitrariamente i docenti da premiare.
Se vince il SI viene abrogato il potere del dirigente scolastico di scegliere i docenti a cui dispensare discrezionalmente il premio salariale per presunto “merito” (con tutti i rischi clientelari che non facciamo fatica a immaginare). Il comitato di valutazione torna composto dai docenti e dal dirigente, non deve più identificare nessun “criterio per la valorizzazione” e si limita a esprimere parere sul periodo di prova dei neo-assunti. Il fondo annuale da 200 milioni si conferma salario accessorio per valorizzare tutti i docenti, precari inclusi, ed è inserito nella contrattazione integrativa nazionale e di scuola.

Autore: Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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