Scuola di classe

Se si tratta di economie della Buona Scuola (L.107) allora è chiaro che si stanno levando soldi alle Scuole Statali! Nello stesso comparto c’è evidente il problema del reclutamento, dell’abilitazione, della formazione, della specializzazione, del personale non docente … E per inciso non sono erogati da tempo i finanziamenti per la 440 e per le aree a rischio.
Il problema del sistema pubblico d’istruzione esiste ancora oggi, ma la soluzione di depotenziare le risorse statali, favorire le iscrizioni alle scuole paritarie attraverso i bonus e le doti, finanziare attività nelle scuole paritarie che svolgono un ruolo minoritario rispetto alla scuola statale, rischiano davvero di portare alla definizione di un sistema duale dell’istruzione: la scuola pubblica e la scuola di classe!

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riforma della scuola

Fa discutere il possibile emendamento alla Finanziaria a firma del ministro Stefania Giannini che vorrebbe destinare 12 mln di euro alle scuole paritarie che accolgono alunni disabili.
Proviamo ad analizzare alcune opinioni e a rispondere a qualche semplice domanda …

Ovviamente fa discutere perché negli ultimi anni e con gli ultimi due-tre governi i fondi alle scuole statali sono stati più che dimezzati.

Così commenta Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana sulle pagine di Facebook:

https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fpermalink.php%3Fstory_fbid%3D854069974696899%26id%3D116181541819083&width=500

A cui ha risposto in modo disarmante il sottosegretario Paolo Toccafondi:
“Fratoianni e Sinistra italiana inizino seriamente una riflessione sulla parità scolastica e sui 12.000 bambini disabili e sulle loro famiglie a cui lo Stato fino ad ora non ha mai dato una risposta. L’emendamento del governo e’ solo opportuno, così come è opportuna l’assunzione quest’anno di 6.100 insegnanti di sostegno a tempo indeterminato per le scuole statali o i 96.000 insegnanti di sostegno che lavorano nelle scuole statali del paese o i 40 milioni di euro destinati alla formazione degli insegnanti. Proviamo ad invertire la rotta, investendo nella scuole pubblica che è composta da statale e non statale e che si occupa, tutta, dei nostri bambini e ragazzi”. (Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2016/05/06/toccafondi-fratoianni-inizi-seria-riflessione-parita-scolastica-12-000-disabili/ – Copyright © gonews.it)

A cui sono seguiti i commenti più ridicoli e disarmenti di testate e pseudotestate giornalistiche: in ultimo su Polisblog leggiamo (ma l’intervista è su Il Corriere della Sera):

Ogni anno, lo Stato spende per il sostegno nella scuola pubblica cifre molto più consistenti rispetto a quelle elargite agli istituti privati: 6 miliardi di euro per gli stipendi degli insegnanti di sostegno e 2,5 miliardi per progetti connessi. Tuttavia, in molti ritengono che il provvedimento del ministro sia un nuovo “regalo” alle private, che nel 2016 hanno beneficiato di 497 milioni in totale.

Ma al di là dei 12 milioni dell’emendamento Giannini e dei paragoni tra i finanziamenti, che finiscono per essere fuorvianti, rimane un problema di risorse e strutturale per quanto riguarda i disabili nelle scuole statali. Qui, nel 2015, risultano esserci 120 mila docenti di sostegno censiti, ma quasi il 40% di loro è precario. Ciò ovviamente danneggia fortemente il percorso formativo degli studenti con disabilità. Tale questione rimane al momento aperta, nonostante il nuovo concorso, in base al quale solo una piccola quota delle assunzioni è destinata al sostegno.

La prima domanda è:
dovrebbero lavorare gratis i docenti statali? Ricordo soltanto che hanno un contratto fermo al 2007/2009!

La seconda domanda è:
se si tratta di economie della Buona Scuola (L.107) allora è chiaro che si stanno levando soldi alle Scuole Statali! Nello stesso comparto c’è evidente il problema del reclutamento, dell’abilitazione, della formazione, della specializzazione, del personale non docente … E per inciso non sono erogati da tempo i finanziamenti per la 440 e per le aree a rischio.

La terza domanda è:
non erano sufficienti i 400 euro di detrazioni fiscali per chi iscrive gli alunni alle scuole paritarie?

La quarta domanda è:
perché continuiamo a finanziare con soldi pubblici le scuole paritarie che non dovrebbero avere oneri aggiuntivi per lo Stato? Le Scuole paritarie continuano a ricevere regolarmente i finanziamenti dalle Regioni (quindi da altri fondi pubblici!)

Il problema del sistema pubblico d’istruzione esiste ancora oggi, ma la soluzione di depotenziare le risorse statali, favorire le iscrizioni alle scuole paritarie attraverso i bonus e le doti, finanziare attività nelle scuole paritarie che svolgono un ruolo minoritario rispetto alla scuola statale, rischiano davvero di portare alla definizione di un sistema duale dell’istruzione: la scuola pubblica e la scuola di classe!

Autore: Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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