Un po’ di sana ignoranza sulla Scuola

Ernesto Galli della Loggia, con una preparazione universitaria da docente universitario, non pratica la Scuola italiana nel versante docente, pertanto, come è costume italiano, dall’alto della sua ignoranza (in senso etimologico: ignora l’essenza dell’insegnamento a livello scolastico) può permettersi di criticarlo e quindi di indicare la via migliore. L’opinionista del Corriere critica l’ultimo concorso per poter criticare il sistema di reclutamento e soprattutto le competenze richieste al docente.

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concorso docenti

Fare l’insegnante è un po’ come l’allenatore della nazionale: non c’è bisogno di particolari competenze, attitudini, perché anche al bar si trova qualcuno che è in grado di farlo meglio di chi lo fa di mestiere. L’ultimo caso in ordine di tempo è rappresentato dall’articolo comparso su Il Corriere a firma Ernesto Galli Della Loggia.

L’opinionista del Corriere critica l’ultimo concorso per poter criticare il sistema di reclutamento e soprattutto le competenze richieste al docente. Parte dall’ultimo test di ammissione (prova scritta per Italiano/Storia) sostenendo che la preparazione richiesta è appiattita sul presente senza nessuna prospettiva storica:

È con questi criteri interamente schiacciati sul presente, su un’immediata contemporaneità declinata eticamente, è con questa idea di storia che con la storia in verità non ha più quasi nulla a che fare, che i nuovi insegnanti e per loro tramite i giovani italiani dovrebbero addestrarsi a stare nella loro epoca. Cioè ad affrontare un futuro di cui ignorano ogni passato, armati di una benevola sociologia, di appropriate nozioni demografiche, e naturalmente di sani principi costituzionali.

Nulla di più sbagliato e fuorviante. Ernesto Galli della Loggia, con una preparazione universitaria da docente universitario, non pratica la Scuola italiana nel versante docente, pertanto, come è costume italiano, dall’alto della sua ignoranza (in senso etimologico: ignora l’essenza dell’insegnamento a livello scolastico) può permettersi l’arroganza di criticarlo e quindi di indicare la via migliore. Secondo lui che giustamente non è insegnante.

Trovo, al contrario, che le tracce siano ben calibrate perché non puntano sul nozionismo, quanto sulla capacità di far emergere le nozioni in un tessuto più complesso che è la trama della lezione.

In sostanza, tutti sono bravi a studiare una paginetta e ripeterla a memoria (nozione!), in pochi sono capaci di cogliere il senso di una lezione e metterlo in relazione con altre nozioni: Galli Della Loggia, che non mi pare abbia esperienze di docente di primo o secondo ciclo, confonde il ruolo dell’insegnante con quello di Wikipedia. Una lezione è una narrazione in cui le singole nozioni devono fondersi con in una trama più ampia che è quella della conoscenza. La stessa «prospettiva storica», da lui tanto decantata, funziona soltanto nel momento in cui un episodio è possibile collocarlo in una rete di situazioni analoghe o simili o opposte.

Lì nasce la conoscenza, lì nasce la competenza e la capacità di confrontare, correlare, quindi crescere.

L’insegnante non ha la funzione di trasfondere nozioni storiche, per fare questo basta un’enciclopedia: deve insegnare a creare connessioni (link), pensiero critico, capacità di confronto e analisi.
Ovviamente, nel caso di Galli Della Loggia, i suoi maestri hanno lavorato su altri aspetti …

Autore: Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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