Chiamata diretta, certezze e Buona Scuola

L’istituto della cosiddetta “chiamata diretta” sta evidenziando i suoi primi gravi contraccolpi aggravati dal ritardo della pubblicazione ancora incerta dei movimenti del personale docente, dei tagli agli organici e dalla pessima gestione della materia da parte dell’amministrazione. A ciò si aggiungono le tensioni conseguenti a una gestione confusa del concorso. 
L’intreccio di tali criticità può costituire una miscela esplosiva difficilmente governabile e per questa ragione occorre ricordare quotidianamente al governo ed al MIUR tutte le loro responsabilità in questa disfatta, politica ed organizzativa.
Le conseguenze del mancato accordo politico dovute al cambio delle carte in tavola, assolutamente inaccettabile, da parte del MIUR ha fatto venir meno le garanzie di imparzialità ed oggettività delle procedure.

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Sono sotto gli occhi di tutti le responsabilità di chi ha deciso la scelta discrezionale dei dirigenti: decine di migliaia di persone per raggiungere una sede di titolarità, dopo le ansie di una lunga attesa, devono ora sottoporsi ad un nuovo percorso selettivo, che si configura come un vero e proprio salto nel buio, oltre che una vera e propria molestia burocratica, per i docenti, per le segreterie e per i dirigenti scolastici.

In questi giorni i dirigenti scolastici, anziché dedicarsi alla chiusura dell’anno scolastico 2015/16 e alla programmazione delle attività di avvio del prossimo a.s. e fruire finalmente di qualche giorno di riposo, sono chiamati a dare attuazione alle norme introdotte dalla legge 107/2015 sulla “chiamata dagli ambiti”, nel rispetto degli indirizzi applicativi decisi dal MIUR.

Senza riprendere tutta l’ampia analisi della FLC CGIL negli ultimi 15 mesi sulla cosiddetta “buona scuola” e il giudizio più e più volte ribadito prima sulle nuove norme e poi sulla loro applicazione, osservo come purtroppo non passi giorno senza che i docenti, il personale non docente ed i dirigenti scolastici non siano costretti a constatare quanto esse siano sbagliate e controproducenti rispetto all’obiettivo dichiarato di migliorare la scuola pubblica.

Le indicazioni operative del MIUR lasciano irrisolti molti problemi e sicuramente ne produrranno altri, innescando possibili contenziosi nei quali docenti e dirigenti potrebbero trovarsi, loro malgrado, coinvolti, dal momento che lo strumento indicato dal Ministero per il passaggio dall’Ambito alla Scuola è privo di ogni oggettività e -con le sue tempistiche- lascia alla fine alla completa discrezionalità dei dirigenti la scelta dei docenti.

Un Contratto Integrativo Nazionale e le successive conseguenti decisioni dell’Amministrazione avrebbero invece dato un quadro certo e condiviso da cui ricavare procedure trasparenti e comuni a tutte le scuole

Anche in questa occasione dunque l’Amministrazione viene meno al suo dovere di supporto alle istituzioni scolastiche e di certezza a tutti i lavoratori della Scuola, continuamente ripiombati nel dilettantismo di alcuni funzionari.

È questa la Buona Scuola!

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Autore: Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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