Nelle scuole mantovane mancano ancora 70 professori

buona scuola

Due settimane dopo la prima campanella e ancora buona parte delle scuole mantovane non sono in grado di proporre l’orario definitivo con tutte le cattedre coperte dai relativi insegnanti (a tempo indeterminato o supplente annuale che siano). Da noi, come nel resto del paese, gli organici degli istituti comprensivi e delle superiore sono ancora pieni di buchi. Il ritardo con cui si procede alle nomine dei docenti sta mandando nel caos la programmazione scolastica.

«Per capire di fronte a cosa ci troviamo – argomenta il segretario di Flc Cgil, Massimiliano De Conca in una nota che fa un impietoso bilancio della situazione organici nella scuola mantovana – basti pensare che fino a oggi le nomine per le scuole medie e superiori hanno portato una decina di immissioni in ruolo e meno supplenti annuali (5-6) a fronte di una disponibilità di quasi un centinaio di posti». Una settantina di posti che, ovviamente, sono ancora vuoti. Questo dopo due settimane dall’inizio delle lezioni.

Le nomine tardive di docenti non sono una novità nella storia della scuola pubblica e un po’ tutti ricordiamo i valzer di insegnanti a ogni inizio d’anno scolastico. Ma questa volta è diverso, perché la riforma della Buona scuola avrebbe dovuto stabilizzare gli organici degli istituti scolastici garantendo quella continuità che costituisce il presupposto di un buon servizio pubblico.

La Cgil non risparmia attacchi alla riforma lanciata l’anno scorso dal governo Renzi .

«Dopo due settimane di “Buona Scuola” – sostiene il segretario provinciale – abbiamo visto situazioni organizzative e didattiche al di fuori di ogni regolarità. A causa dell’assenza di insegnanti, le scuole stanno funzionando con orario ridotto (alunni che entrano dopo o che escono prima sono diventati una norma in molti Istituti). Ci sono anche scuole che stanno funzionando con il modello (provvisorio) della settimana breve per ovviare a questi buchi negli organici. Non sono stati ancora avviati momenti di programmazione e progettazione condivisa».

Perché accade questo? Perché non sono disponibili graduatorie di docenti abilitati per individuarli né come docenti di ruolo né come docenti temporanei.

Studenti e famiglie, insomma, si trovano ancora una volta di fronte a grosse e incomprensibili lacune organizzative nel servizio dell’istruzione pubblica.

«La grande emergenza è il personale docente di sostegno, le cui graduatorie – dice De Conca – Restano da assegnare 80 posti di docenze annuali per le materne e molti di più saranno i posti per la scuola elementare e media. I contingenti non sono ancora noti, ma oscillano fra i 150 ed i 200 posti. Per le elementari il contingente presentato il 23 settembre è stato ritirato e presto sarà disponibile».

«Sia chiaro – conclude De Conca – ribadiamo che questi disservizi non sono effetto di scarsa efficienza dei funzionari locali (provinciali e regionali) che lavorano, come le segreterie ed i dirigenti dei nostri istituti, in situazioni di assoluta precarietà e continua emergenza».

 

Articolo comparso su La Gazzetta di Mantova

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Autore: Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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