Invasioni intelligenti di insegnanti e politici stupidi

docenti precari

Non meriterebbe neppure di essere commentata la notizia di un onorevole (Giuseppe Sibau) consigliere regionale di Autonomia Responsabile (???) in Friuli che annuncia un´interrogazione alla giunta Serracchiani per riproporre il tema delle graduatorie regionali per gli insegnanti, se non fosse doveroso pronunciare una ferma condanna a quelle fandonie:

«Non è una crociata contro gli insegnanti meridionali, ma una doverosa riflessione guidata dalla volontà di fare giustizia. In Friuli Venezia Giulia abbiamo un corpo docenti di livello eccellente. Non c’è alcun bisogno di andare a pescare insegnanti dal Sud, dove, statistiche alla mano, l´offerta qualitativa è sensibilmente più bassa».

Ma anziché condannare, provo a porre un paio di domande, sperando che qualcuno risponda.

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I voti e le bocciature fanno male agli studenti ed alla scuola 

“Una scuola che seleziona distrugge la cultura. Ai poveri toglie il mezzo d’espressione. Ai ricchi toglie la conoscenza delle cose. (…) Voi dite d’aver bocciato i cretini e gli svogliati. Allora sostenete che Dio fa nascere i cretini e gli svogliati nelle case dei poveri. Ma Dio non fa questi dispetti ai poveri. È più facile che i dispettosi siate voi”.

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Sinistre convergenze sugli investimenti pubblici

convergenza sugli investimenti

Se la posizione di una libera economista non organica al sistema dominante come Laura Pennacchi coincide nella sua trama essenziale con il senso del Rapporto Annuale 2017 presentato dal governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco qualche giorno fa penso che un problema strategico c’è. Mai posizioni sono di fatto più ideologicamente lontane fra di loro, pertanto una loro convergenza dovrebbe far suonare qualche campanello d’allarme in chi oggi governa. Continua a leggere

Contro il reddito di cittadinanza, per gli investimenti pubblici

reddito

L’ipotesi di reddito di cittadinanza pone rilevantissimi problemi culturali e morali e sollecita altrettanto forti precisazioni a proposito della pretesa di dar vita a un “lavoro di cittadinanza” e a un rinnovato New Deal. Piuttosto che ambire a costruire un welfare per la non piena occupazione, la priorità assoluta va data alla creazione di lavoro, demolendo l’ostracismo che è caduto sull’obiettivo della piena e buona occupazione, nella acuta consapevolezza che la sua intrusività rispetto al funzionamento spontaneo del capitalismo è massima proprio quando il sistema economico non crea naturalmente occupazione e si predispone alla jobless society. Continua a leggere

Diritto di voto e di cittadinanza

Sono passati 16 anni dall’ultima volta che abbiamo votato con una legge elettorale costituzionale.Era il 13 maggio 2001 quando fummo chiamati per l’ultima volta alle urne con il “Mattarellum“, una legge che aveva consentito stabilità e alternanza, e permetteva ai cittadini di scegliere i loro rappresentanti e vedere il loro voto contare. Continua a leggere