La scuola è più sola senza la legge IUS SOLI

I senatori e i partiti che non hanno voluto trovare il tempo per discutere la moderata e assai temperata legge su ius soli e ius culturae, approvata dalla camera dei deputati il 13 ottobre 2015, hanno confermato la grave discriminazione che colpisce più di 800mila bambini e ragazzi ­­– figli di immigrati con permesso di soggiorno permanente o permesso di soggiorno europeo di lungo periodo – che si sentono italiani ma a cui è negata la cittadinanza.

Il modo in cui tutto ciò è avvenuto aggrava ulteriormente lo strappo e l’offesa perché non c’è stata discussione nel merito, ma solo una grande fuga. Sabato 23 dicembre la maggioranza dei senatori, tra cui ben 29 del Partito democratico, ha infatti precipitosamente abbandonato l’aula dopo il voto sulla legge di bilancio, impedendo la discussione della legge per mancanza di numero legale.

Tutto ciò nei giorni in cui si celebrano i settant’anni dalla nascita della costituzione italiana, che nell’articolo 3 afferma in modo categorico che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

 

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Non tutti i sindacati (ed i diritti sindacali) sono uguali

Ho sempre pensato che il diritto di sciopero non consistesse anche in un diritto per una rivendicazione individuale, ma fosse piuttosto una forma di protesta collettiva, per un obiettivo comune.

Ebbene mi sbagliavo! Scioperare significa rivendicare per sé … almeno per alcuni pseudosindacati.

Leggere per credere …
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Vergognoso squadrismo di stato

“Quando arrivano le squadre a picchiare i dirigenti delle Camere del lavoro e gli studenti che sono nelle piazze dei mercatini di Natale, quando si entra nella sede delle associazioni per leggere comunicati, quando si pretende di essere nelle piazze mi pare evidente che siamo di fronte a episodi di squadrismo e come tali vanno trattati”. Lo ha detto la leader della Cgil Susanna Camusso, al suo arrivo alla manifestazione antifascista e antirazzista in corso a Como. “Siamo un Paese che ha nella Costituzione il divieto (di costituzione del partito fascista – ndr) – ha proseguito Camusso – li si è lasciati crescere e presentare alle elezioni. Si è continuato a dire che ‘sono ragazzate'”.

Scuole incaricate di pensionare i propri dipendenti. Ma si rischia il caos

La sospirata pensione sta arrivano per circa trecentocinquanta dipendenti delle scuole mantovane. Ultimi mesi di lavoro poi, dal primo settembre, per questi insegnanti, bidelli, impiegati e persino qualche preside arriverà finalmente il momento del riposo. Il problema è che a dover istruire tutte le pratiche sono, per il primo anno nella storia della pubblica istruzione, gli uffici amministrativi dei singoli istituti scolastici.

Che, purtroppo, non sono dotati di personale con specifiche competenze nella complicata istruzione delle pratiche per il pensionamento, che comprende cose come la buona uscita, il ricongiungimento con quanto maturato in eventuali altre attività svolte prima di ottenere il posto e via dicendo.

A lanciare l’allarme non sono soltanto gli uffici amministrativi delle scuole e gli stessi presidi (che si assumo responsabilità significative e li espongono a eventuali contestazioni e contenziosi), ma anche i sindacati della scuola (Cgil, Cisl, Uil, Snals e persino l’Anp, l’Associazione nazionale presidi) che hanno avuto già un incontro informale con una delegazione di dirigenti nei giorni scorsi.

«All’origine di tutto questo ci sta lo smantellamento dell’ufficio pensionamenti del provveditorato – ricorda il segretario provinciale della Flc Cgil, Massimiliano De Conca – il cui personale è andato in pensione e non è stato sostituito. D’altronde l’ ufficio scolastico provinciale di via Cocastelli, come ormai noto, è stato ridotto all’osso in fatto di organici e più volte i dipendenti hanno lanciato l’allarme sull’impossibilità di svolgere tutte le funzioni assegnate all’ufficio».

Da Gazzetta di Mantova del 9/12/2017 (a cura di Nicola Corradini)