Lo straordinario mese di dicembre della Juventus

Iniziato con la vittoria sul Napoli al San Paolo (gol del traditore Gonzalo Higuain), il mese di dicembre per i campioni d’Italia ha presentato un cammino quasi perfetto (un solo pareggio, 0-0 con l’Inter). La Juventus ha recuperato il ritardo con squadre meno attrezzate, come l’Inter e la Roma, e ridotto ad un solo punto la distanza dalla vetta (47 punti, contro i 48 del Napoli, sconfitto nella sfida diretta).

Inoltre si è guadagnata il passaggio agli ottavi della Champions League (dove affronterà il Tottenham) e la semifinale di Coppa Italia (dove affronterà l’Atalanta).
I numeri parlano chiaro: 1 sola rete subita (contro il Verona poi strapazzato 1-3 al Bentegodi).

Quali sono i segreti di questa escalation?

DIFESA DI FERRO – ritorna la difesa a 4 con un roccioso Medhi Benatia, incapace di impostare, ma sicuramente difficile da superare. In più di una occasione votato al vizio del gol (come Juve-Roma 1-0). Giorgio Chiellini non è bello da vedere, ma combatte su tutti i palloni. E Wojciech Szczesny ha una media di 0,5 gol subiti a partita! (quest’anno Buffon è a17 gol subiti in 16 partite … il doppio!).
Sulla destra si alternano con eleganza Stephen Lichsteiner (più di sostanza) e Andrea Barzagli (con compiti difensivi). A sinistra Alex Sandro ed Asamoah sono una garanzia in fase di copertura e di attacco.

CENTROCAMPO EQUILIBRATO – abbandonata l’idea del 4-2-3-1 il tridente Miralem Pjanic, Blaise Matuidi con uno fra Sami Khedira o Claudio Marchisio è solido e fantasioso. Anche il panchinaro Rodrigo Bentancour (19enne) è una garanzia.

ATTACCO MOBILE – non esistono punte fisse, ma un gioco di sacrificio e ripiegamenti, sponde e pressing che permette di tenere compatte le linee fra attacco e centrocampo. Le alternative sono tantissime, con Higuain punta centrale e Dybala e Mandzukic laterali alti, ma ottimo l’impatto di Cuadrado, Douglas Costa e Bernardeschi. Si può scegliere con molta duttilità fra ali larghe e invece trequartista dietro le punte. Il pregio di questa Juve è di non dare punti fissi e di sviluppare un gioco collettivo. La novità di quest’anno è infatti la prolificità dell’attacco, il migliore in campionato.

LA PANCHINA LUNGA – Chi sono i titolari? Su questa domanda si basa la filosofia di Massimiliano Allegri, per il quale gioca chi in quel momento è in forma. Quindi non scandalizzano le panchin di Dybala, di Higuain, d Douglas Costa …

UNA NUOVA MENTALITA’ – siamo tornati alla Juve affamata che lotta su tutti i palloni, che non si fa dominare, che cerca di accorciare il campo. Manca un po’ di precisione e ci sono alcune sbavature in impostazione che possono essere a volte letali (vedi l’errore col Verona, passaggio orizzontale di Matuidi), ma qualcosa è cambiato …

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