La verità sulla SCUOLA, vi prego

Ho letto l’Amaca di Michel Serra, quella incriminata che è accusata di classismo. La riporto di seguito anche se ormai è arcinota e probabilmente risulta inutile replicarla. Continua a leggere

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#StayHuman

“Non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere.

Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia, che è la famiglia umana.”

V. Arrigoni, testimone di crimini di guerra, ucciso il 15 aprile di 7 anni fa.

#StayHuman

Tornare al voto subito?

  1. raramente nuove elezioni portano stravolgimenti del quadro politico;
  2. quasi sempre chi ha vinto le prime elezioni cresce e si conferma prima forza;
  3. difficilmente chi è cresciuto molto continua la sua ascesa;
  4. i grandi partiti in crisi solitamente non crollano o riescono addirittura ad invertire la tendenza;
  5. nelle seconde elezioni l’affluenza tende a calare.

Leggi tutta l’analisi di YouTrend

ELEZIONI RSU 2018: perché votare per la CGIL

nonsmobilitiamo

MANTOVA, 14 apr. – In vista del rinnovo delle RSU nelpubblico impiego e nella scuola (in programma il 17, 18 e 19 aprile), la Cgil ha convocato per lunedì 16 aprile, nell’aula magna “Isabella d’Este” a Mantova, una doppia assemblea sindacale, riservata al personale scolastico degli istituti comprensivi e al personale delle funzioni centrali, della sanità e degli enti locali. Titolo della giornata: “Democrazia è partecipazione“.

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L’Italia ripudia la guerra

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Art. 11 della Costituzione Italiana

Numeri impietosi, fatti per essere smentiti

Su 1959 partite disputate al Bernabeu solo 24 volte è uscito un risultato che oggi potrebbe qualificare la Juve alle semifinali di Champions, vale a dire l’1,21 percento! Insomma grande, immensa, pazzesca che sia serve un’impresa. Serve smentire le statistiche. Serve una Juve superlativa. Crederci è un atto di fede, provarci è doveroso.

• Questo sarà il 21° incontro in competizioni europee tra queste due squadre, tutti in Champions League o Coppa dei Campioni: il Real ha vinto 10 volte, la Juventus otto (due pareggi).
• L’unica partita giocata più volte in Coppa dei Campioni/Champions League è Bayern Monaco v Real Madrid (24 sfide).
• La Juventus ha vinto due delle ultime otto trasferte contro il Real Madrid (1N, 5P): 1-0 nel febbraio 1962 e 2-0 nel novembre 2008.
• Il Real Madrid non è riuscito a passare il turno solo una volta nelle precedenti 32 occasioni in cui ha vinto l’andata in trasferta, contro l’Odense Boldklub nella Coppa UEFA 1994/95 (3-2 in trasferta, 0-2 in casa).
• Nella Coppa dei Campioni/Champions League è successo in 312 precedenti occasioni che una squadra venisse sconfitta in casa nella gara di andata – solo sei di queste compagini hanno poi passato il turno, nessuna delle quali recuperando tre gol di scarto. o Il Real Madrid ha segnato nelle ultime 24 partite di Champions League, segnando 63 gol in totale.
• I Blancos potrebbero arrivare in semifinale di Coppa dei Campioni/Champions League per l’ottava volta consecutiva, un record nella competizione. o I bianconeri hanno mantenuto la porta inviolata sei volte nelle ultime 10 trasferte di Champions League.
• Cristiano Ronaldo ha segnato nelle sue sei partite di Champions League contro la Juventus, realizzando nove reti – nessun giocatore ha segnato di più contro una singola avversaria nella storia della competizione (Cristiano Ronaldo 9 vs Bayern Monaco e Messi 9 vs Arsenal). • Il portoghese ha segnato 22 gol nei quarti di finale, più della Juventus nella stessa fase della competizione (21).
• Gonzalo Higuain ha preso parte attiva al 55% dei gol della Juventus in questa stagione (cinque reti e un assist su 11 gol totali), inclusi tutti gli ultimi quattro (tre gol, un assist).

Non esiste nessuna guerra fra professori ed insegnanti

Lavoro nella scuola dell’obbligo. Fino a qualche anno fa, quando la gente lo scopriva, tradiva una smorfia di compassione: poveraccio, chissà quali incidenti di percorso, quali peccati deve espiare. Ultimamente ho notato che qualcosa sta cambiando; nelle smorfie più recenti ho infatti intravisto una sfumatura di ammirazione. Pare che il mio mestiere stia diventando qualcosa di eroico. Sempre più spesso mi chiedono se sono stato testimone di colluttazioni o fatti di sangue. Si direbbe che insegnare ai preadolescenti sia sempre più pericoloso: scherzi pesanti, botte, coltelli; e se ti lamenti con i genitori pare che vada ancora peggio (ancora più botte, ancora più coltelli). Perlomeno è quello che la gente mi racconta, quando le spiego che lavoro a scuola, è quello che si sente dire.

Diciamo che le cose non stanno proprio così.

Interessante contributo di Leonardo Tondelli su The Vision – continua a leggere

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POLEMICHE STERILI SUL RINNOVO CONTRATTUALE

È UN CONTRATTO DI SOLIDARIETÀ CHE NON PIACE AD AUTONOMI E SINDACATI CORPORATIVI. QUALCHE PRECISAZIONE.

Leggo con stupore le polemiche di questi giorni nella rubrica delle “Lettere al Direttore” (della Gazzetta di Mantova) a proposito della firma da parte di FLC CGIL, CISL FSUR e UIL RUA dell’ipotesi di contratto nazionale per Istruzione e Ricerca, quindi Scuola statale, siglata il 9 febbraio e adesso al vaglio della Corte dei Conti dopo aver passato positivamente l’esame del MEF e del Consiglio dei Ministri.

Intanto in premessa bisogna ricordare a tutti cos’è oggi il contratto dopo gli interventi del D.lgs. Brunetta, D. Lgs. Madia e della L. Buona Scuola: poco più che carta straccia, dato che in molti articoli non è più esigibile per l’eccessiva invasività della legge che ha sottratto numerose materie alla contrattazione, ridisegnando, in modo squilibrato, i rapporti fra i poteri all’interno di Scuola-Università-Ricerca ed AFAM. Negli ultimi 10 anni ci è stato negato da parte di governi, soprattutto di centro-destra, la possibilità costituzionalmente riconosciuta di fare contratti e migliorare le condizioni di lavoro. Abbiamo dovuto aspettare una sentenza della corte costituzionale (ricorso promosso proprio dal nostro sindacato insieme ad altri) per riprenderci ciò che ingiustamente ci è stato a lungo ed ingiustamente tolto. Lo abbiamo fatto, perché è il nostro mestiere.

Mi permetto un breve contributo alla discussione.

Questione normativa: il nuovo contratto fa rivivere pienamente le materie del contratto precedente, e anzi ne aggiunge di nuove, soprattutto alla contrattazione decentrata. E non si tratta soltanto di criteri di attribuzione delle risorse già erogate o di quelle che sono state innovativamente portate all’interno della contrattazione sottraendole alla discrezionalità voluta dalla Legge, ma si tratta di materie di organizzazione del lavoro (p.e. la definizione dei criteri di turnazione del personale ATA ed il diritto alla disconnessione).

Questo contratto riscrive e precisa i confini dell’atto unilaterale da parte del dirigente (fin troppo abusato o utilizzato come spauracchio), ribadisce le funzioni del collegio dei docenti nelle sue competenze didattiche e riscrive ampliandoli i permessi per il personale ATA.

Definisce poi la comunità educante, sottraendo la Scuola alla deriva aziendalistica voluta da Brunetta-Gelmini e Renzi-Madia-Giannini poi. Dunque ribadisce l’importanza del lavoro cooperativo e sinergico all’interno della scuola nonché la centralità della collegialità in tutte le decisioni prese e da prendere.

Questione economica: ovviamente non si tratta di un contratto da milionari, ma nemmeno del contratto degli straccioni. Bisognerebbe però correttamente analizzare con maggiore attenzione il contesto politico-sindacale nel quale è stato realizzato il contratto: i nostri aumenti medi mensili sono in linea con gli aumenti contrattuali dei metalmeccanici, dei tessili, dei chimici … In più non abbiamo barattato nessun pezzo di salario con il cosiddetto welfare aziendale e abbiamo mantenuto il bonus fiscale degli 80 euro per le fasce più deboli. Inoltre l’indennità di vacanza contrattuale non è parte degli aumenti degli 85 euro medi del comparto, ma è stabilizzata in aggiunta agli 85 euro (bisogna saper leggere i contratti, prima di criticarli!): fatto straordinario, per una vacanza contrattuale straordinaria.

In più: si stabilizza una parte dell’accessorio nel salario di base, a vantaggio di personale di ruolo e personale precario, e si restituiscono alla contrattazione decentrata maggiori risorse e maggiori poteri contrattuali, p.e. sulla valorizzazione dei docenti, sulla formazione, sulle risorse di salario accessorio come l’alternanza scuola – lavoro. A differenza di alcuni contratti separati che avevano ridotto i fondi dell’offerta formativa delle scuole a 650 milioni di euro (non con la firma della FLC CGIL!), al termine dell’operazione di rinnovo contrattuale 2016-18 i fondi saranno 819 milioni di euro. Anzi, abbiamo riportato nel contratto risorse elargite dalle leggi come bonus e ottenuto 60 mln aggiuntivi dalla Legge di Bilancio 2018. Il bonus per la valutazione voluto dalla Buona Scuola è stato svuotato, perché restituito alla contrattazione e soprattutto destinato alla valorizzazione secondo le indicazioni anche del tavolo di contrattazione.

Gli arretrati? La stessa sentenza della corte costituzionale che ha condannato lo Stato Italiano a riprendere la stagione contrattuale chiarisce anche che non possono esserci arretrati anteriori alla sentenza stessa (2015).

Resta un’emergenza salariale, che dipende comunque dalle scelte politiche del prossimo Parlamento, al quale consegniamo uno strumento di dialogo e di confronto, auspicando che finalmente si cambi rotta sull’Istruzione (l’Italia investe il 7-8% in meno in termini di PIL rispetto ai paesi della comunità europea e dell’OCSE, secondo i recenti dati proprio dell’OCSE).

Non ho mai utilizzato termini trionfalistisci per descrivere quest’accordo, ma certamente ho mostrato soddisfazione per un’ipotesi di contratto che ci permette di migliorare le attuali condizioni lavorative nelle Scuole, Università, Enti di Ricerca e AFAM, che restituisce potere e protagonismo alla RSU d’Istituto ed al tavolo della contrattazione, che permette di riaprire una stagione di normali relazioni sindacali e quindi porre le basi per un prossimo rinnovo 2018-21 partendo da un primo ristoro economico e un adeguamento delle materie di contrattazione.

Ci assumiamo tutte le responsabiltà politiche e sindacali dell’accordo, che è indubbiamente migliorativo rispetto al situazione attuale. Saranno poi gli iscritti, attraverso la consultazione che abbiamo portato avanti e stiamo portando avanti in questi giorni, a dare l’inchiostro alla penna per sottoscrivere il contratto nella forma definitiva nei prossimi giorni.

Vorrei la stessa responsabilità ed onestà intellettuale nelle persone che oggi criticano il contratto, aprioristicamente a scopi propagandistici, per tornaconti individuali, a volte travisando altre volte ignorando quanto invece c’è scritto nel testo di ipotesi.

 

Approfondimenti

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Scuola: alternanza scuola-lavoroatto unilateralebonuscomunità educanteorganicipersonale ATAscuola dell’infanziastipendi