POLEMICHE STERILI SUL RINNOVO CONTRATTUALE

È UN CONTRATTO DI SOLIDARIETÀ CHE NON PIACE AD AUTONOMI E SINDACATI CORPORATIVI. QUALCHE PRECISAZIONE.

Leggo con stupore le polemiche di questi giorni nella rubrica delle “Lettere al Direttore” (della Gazzetta di Mantova) a proposito della firma da parte di FLC CGIL, CISL FSUR e UIL RUA dell’ipotesi di contratto nazionale per Istruzione e Ricerca, quindi Scuola statale, siglata il 9 febbraio e adesso al vaglio della Corte dei Conti dopo aver passato positivamente l’esame del MEF e del Consiglio dei Ministri.

Intanto in premessa bisogna ricordare a tutti cos’è oggi il contratto dopo gli interventi del D.lgs. Brunetta, D. Lgs. Madia e della L. Buona Scuola: poco più che carta straccia, dato che in molti articoli non è più esigibile per l’eccessiva invasività della legge che ha sottratto numerose materie alla contrattazione, ridisegnando, in modo squilibrato, i rapporti fra i poteri all’interno di Scuola-Università-Ricerca ed AFAM. Negli ultimi 10 anni ci è stato negato da parte di governi, soprattutto di centro-destra, la possibilità costituzionalmente riconosciuta di fare contratti e migliorare le condizioni di lavoro. Abbiamo dovuto aspettare una sentenza della corte costituzionale (ricorso promosso proprio dal nostro sindacato insieme ad altri) per riprenderci ciò che ingiustamente ci è stato a lungo ed ingiustamente tolto. Lo abbiamo fatto, perché è il nostro mestiere.

Mi permetto un breve contributo alla discussione.

Questione normativa: il nuovo contratto fa rivivere pienamente le materie del contratto precedente, e anzi ne aggiunge di nuove, soprattutto alla contrattazione decentrata. E non si tratta soltanto di criteri di attribuzione delle risorse già erogate o di quelle che sono state innovativamente portate all’interno della contrattazione sottraendole alla discrezionalità voluta dalla Legge, ma si tratta di materie di organizzazione del lavoro (p.e. la definizione dei criteri di turnazione del personale ATA ed il diritto alla disconnessione).

Questo contratto riscrive e precisa i confini dell’atto unilaterale da parte del dirigente (fin troppo abusato o utilizzato come spauracchio), ribadisce le funzioni del collegio dei docenti nelle sue competenze didattiche e riscrive ampliandoli i permessi per il personale ATA.

Definisce poi la comunità educante, sottraendo la Scuola alla deriva aziendalistica voluta da Brunetta-Gelmini e Renzi-Madia-Giannini poi. Dunque ribadisce l’importanza del lavoro cooperativo e sinergico all’interno della scuola nonché la centralità della collegialità in tutte le decisioni prese e da prendere.

Questione economica: ovviamente non si tratta di un contratto da milionari, ma nemmeno del contratto degli straccioni. Bisognerebbe però correttamente analizzare con maggiore attenzione il contesto politico-sindacale nel quale è stato realizzato il contratto: i nostri aumenti medi mensili sono in linea con gli aumenti contrattuali dei metalmeccanici, dei tessili, dei chimici … In più non abbiamo barattato nessun pezzo di salario con il cosiddetto welfare aziendale e abbiamo mantenuto il bonus fiscale degli 80 euro per le fasce più deboli. Inoltre l’indennità di vacanza contrattuale non è parte degli aumenti degli 85 euro medi del comparto, ma è stabilizzata in aggiunta agli 85 euro (bisogna saper leggere i contratti, prima di criticarli!): fatto straordinario, per una vacanza contrattuale straordinaria.

In più: si stabilizza una parte dell’accessorio nel salario di base, a vantaggio di personale di ruolo e personale precario, e si restituiscono alla contrattazione decentrata maggiori risorse e maggiori poteri contrattuali, p.e. sulla valorizzazione dei docenti, sulla formazione, sulle risorse di salario accessorio come l’alternanza scuola – lavoro. A differenza di alcuni contratti separati che avevano ridotto i fondi dell’offerta formativa delle scuole a 650 milioni di euro (non con la firma della FLC CGIL!), al termine dell’operazione di rinnovo contrattuale 2016-18 i fondi saranno 819 milioni di euro. Anzi, abbiamo riportato nel contratto risorse elargite dalle leggi come bonus e ottenuto 60 mln aggiuntivi dalla Legge di Bilancio 2018. Il bonus per la valutazione voluto dalla Buona Scuola è stato svuotato, perché restituito alla contrattazione e soprattutto destinato alla valorizzazione secondo le indicazioni anche del tavolo di contrattazione.

Gli arretrati? La stessa sentenza della corte costituzionale che ha condannato lo Stato Italiano a riprendere la stagione contrattuale chiarisce anche che non possono esserci arretrati anteriori alla sentenza stessa (2015).

Resta un’emergenza salariale, che dipende comunque dalle scelte politiche del prossimo Parlamento, al quale consegniamo uno strumento di dialogo e di confronto, auspicando che finalmente si cambi rotta sull’Istruzione (l’Italia investe il 7-8% in meno in termini di PIL rispetto ai paesi della comunità europea e dell’OCSE, secondo i recenti dati proprio dell’OCSE).

Non ho mai utilizzato termini trionfalistisci per descrivere quest’accordo, ma certamente ho mostrato soddisfazione per un’ipotesi di contratto che ci permette di migliorare le attuali condizioni lavorative nelle Scuole, Università, Enti di Ricerca e AFAM, che restituisce potere e protagonismo alla RSU d’Istituto ed al tavolo della contrattazione, che permette di riaprire una stagione di normali relazioni sindacali e quindi porre le basi per un prossimo rinnovo 2018-21 partendo da un primo ristoro economico e un adeguamento delle materie di contrattazione.

Ci assumiamo tutte le responsabiltà politiche e sindacali dell’accordo, che è indubbiamente migliorativo rispetto al situazione attuale. Saranno poi gli iscritti, attraverso la consultazione che abbiamo portato avanti e stiamo portando avanti in questi giorni, a dare l’inchiostro alla penna per sottoscrivere il contratto nella forma definitiva nei prossimi giorni.

Vorrei la stessa responsabilità ed onestà intellettuale nelle persone che oggi criticano il contratto, aprioristicamente a scopi propagandistici, per tornaconti individuali, a volte travisando altre volte ignorando quanto invece c’è scritto nel testo di ipotesi.

 

Approfondimenti

AFAM: anzitutto dignità e rispettare l’identità

Scuola: alternanza scuola-lavoroatto unilateralebonuscomunità educanteorganicipersonale ATAscuola dell’infanziastipendi

Annunci

Morti sul lavoro

Tre operai sono morti e altri tre sono rimasti feriti, uno è in gravissime condizioni. È il pesantissimo bilancio dell’incidente sul lavoro che si è verificato nel pomeriggio di ieri in una ditta di materiali ferrosi in via Rho, a Milano. Quattro lavoratori sono rimasti intossicati da esalazioni tossiche durante le

operazioni di pulizia di un forno. All’arrivo del 118 le loro condizioni erano già disperate, due sono morti poco dopo il trasporto per arresto cardiaco all’ospedale di Monza e al Sacco di Milano, un terzo è morto qualche ora dopo. Gravissime le condizioni del quarto dipendente.

#nonsmobilitiamo

Netta presa di posizione contro il tentativo di far rientrare (peggiorati) i voucher dal Direttivo nazionale della Cgil che ha votato un ordine del giorno: “Si sta cercando di far rientrare dalla finestra ciò che, con le nostre firme e la nostra iniziativa e mobilitazione, abbiamo fatto uscire dalla porta. Si tratta di un tentativo inqualificabile e inaccettabile”. 

Sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica, sottolinea il sindacato, “che un governo e la sua maggioranza intervengono con un provvedimento legislativo opposto a quello emanato poco prima con il fine di evitare una prova referendaria. Questo configurerebbe una sostanziale violazione dell’art. 75 della Costituzione e costituirebbe un atto irrispettoso nei confronti della Suprema Corte di Cassazione che si è appena pronunciata in proposito”.

Se questo tentativo si concretizzerà in un provvedimento di legge, la Cgil “porrà in atto una ferma e coerente azione di contrasto, facendo sin da subito appello al Presidente della Repubblica affinché intervenga, facendosi garante del rispetto della Costituzione e del diritto di voto da parte dei cittadini”. L’ordine del giorno del Comitato direttivo della Cgil, ha inoltre dato “mandato alla segreteria, in ragione delle eventuali decisioni parlamentari, di promuovere sia una petizione popolare per il rispetto dell’art. 75, sia una grande manifestazione nazionale alla quale chiamare a partecipare lavoratori, pensionati, cittadini e tutte le organizzazioni democratiche del Paese”.

Allarme Cgil sul sostegno. «Alle materne pochi posti»

SCUOLA:STUDENTI IN CLASSE E GENITORI FUORI DALLA SCUOLA.ATT.PEREGO - SCUOLA ELEMENTARE DI VIA NOE - Fotografo: FOTOGRAMMA - dispersione scolastica

MANTOVA. «In aumento i bambini certificati alle materne. Ma i posti di insegnanti di sostegno non bastano, servono più docenti specializzati». A lanciare l’allerta su un insufficiente numero di insegnanti di sostegno nelle scuole materne, all’indomani di un incontro informativo sugli organici in provveditorato, è la Flc Cgil di Mantova.
Secondo quanto riferisce il segretario Massimiliano De Conca «si registra un notevole aumento delle certificazioni nella scuola dell’infanzia (le materne), soprattutto di casi gravi (in totale circa 150 casi), e nella scuola secondaria di primo grado (vale a dire le medie), dove ci sono 46 nuovi casi in classi seconde e terze, segno che con l’aumentare delle difficoltà didattiche emergono nuove difficoltà cognitive».

Continua a leggere